Chikungunya

Il termine chikungunya deriva da una parola in lingua Makonde che significa "ciò che piega" o "contorce" e descrive l'aspetto arcuato che fa assumere il dolore alle giunture (artralgia) di chi è colpito da questa febbre.


AGENTE CAUSALE E CICLO INFETTIVO

La chikungunya è una malattia virale, tipica da importazione, non endemica nel nostro Paese, dove però può dare origine a casi autoctoni grazie alla diffusione di uno dei vettori (zanzara tigre). Il virus appartiene al genere alfavirus (Alphavirus), famiglia Togaviridae
Il virus può essere trasmesso da uomo a uomo attraverso la puntura di una zanzara infetta. In particolare sono state finora coinvolte Aedes aegypti ed Aedes albopictus.
Ciclo CH


SINTOMI E DECORSO DELLA MALATTIA

Dopo la puntura infetta, i sintomi della malattia compaiono tra i 2 e i 12 giorni (in media 2-4 giorni).
La malattia è caratterizzata dal brusco insorgere di febbri alte frequentemente accompagnate da dolori articolari. Altri comuni sintomi sono dolori muscolaricefaleanauseaaffaticamento e rash cutaneo.
La chikungunya è generalmente a decorso benignosi autolimita, le complicazioni serie sono poco comuni (encefalite, miocardite, epatite), la mortalità è bassa (0,4%), ma può essere fatale in persone anziane o con altre patologie in corso.
La malattia si risolve spontaneamente, ma i dolori articolari possono persistere per mesi.


TRATTAMENTO E PREVENZIONE

Non esiste, allo stato attuale, un vaccino approvato contro il virus chikungunya, né un trattamento medico specifico. Una volta contratta la malattia, la terapia è basata sulla somministrazione di farmaci sintomatici (antipiretici, anti-infiammatori), riposo a lettoreintegrazione dei fluidi ed esercizi per migliorare la rigidità e i dolori articolari.
La prevenzione consiste innanzitutto nell’impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare. La base per una buona risposta in caso di introduzione accidentale del virus è invece la sorveglianza (vedi SITUAZIONE IN ITALIA).


CENNI STORICI E DISTRIBUZIONE ATTUALE

Il virus chikungunya è stato descritto la prima volta nel 1952 in Tanzania, nelle savane al confine con il Kenya ed in diversi villaggi sulle coste del lago Vittoria e nell'entroterra.
Le prime segnalazioni cliniche di febbri "spaccaossa" risalgono al 1779, in Indonesia dove venne descritta un'epidemia di febbri dolorose forse attribuibile allo stesso agente virale.
A partire dal 2005, sono stati riportati ampi focolai nell’area dell’Oceano Indiano (India, Malaysia, La Réunion, Madagascar, Indonesia, Mauritius, Mayotte, Seychelles), zone in cui il virus trova il suo habitat ideale. In India, tra febbraio e ottobre 2006, un'epidemia di chikungunya ha coinvolto 8 stati o province e i casi sospetti sono arrivati sino a 1,25 milioni. A fine 2013 si assiste alla prima epidemia di chikungunya riportata in America Latina, ed in particolare in alcune isole Caraibiche. 
Trasmissione autoctona si è verificata in Europa e negli Stati Uniti (notifica del primo caso confermato in laboratorio nel 2016), dove il Chik-V si pensa fosse stato importato dai viaggiatori infetti di ritorno da aree colpite. 
La chikungunya è endemica in alcune parti dell'Africa, del Sudest asiatico e del subcontinente indiano. 

chikv infografica 2016

Casi di Chikungunya nel mondo ad Aprile 2016 (Fonte: CDC). Sono esclusi i paesi che hanno registrato solo casi di importazione.


Nel 2017, secondo la Pan American Health Organization (PAHO), nella regione delle Americhe e dei Caraibi sono stati riportati circa 185.000 casi (tra sospetti e confermati) e circa 100 decessi, rispetto ai circa 498.000 casi registrati nel 2016.
Nel 2017, anche l'Asia ha fatto registrare un numero considerevole di casi (tra sospetti e confermati), in Pakistan (circa 8.390) e in India (più di 62.000). 

La situazione epidemiologica europea (Unione Europea-UE e Spazio Economico Europeo-SEE) mostra che nel 2016 non si sono verificati casi autoctoni di infezione da virus chikungunya mentre, nel 2017, due focolai di chikungunya autoctona epidemiologicamente collegati sono stati identificati sul territorio della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra nella Francia meridionale.
Tali focolai hanno coinvolto il comune di Cannet-des-Maures dall'11 agosto e il comune di Taradeau dal 15 settembre. Questi due comuni, distanti una decina di chilometri, si trovano entrambi nel dipartimento di Var. Al 24 novembre 2017, sono stati identificati 17 casi (Cannet-des-Maures: 9 confermati e 2 probabili, Taradeau: 6 confermati).

chikv francia 2017


SITUAZIONE IN ITALIA

In Italia il vettore potenzialmente più competente è Aedes albopictus, meglio conosciuta come “zanzara tigre”, introdotta nel 1990 e attualmente stabile e diffusa in tutto il paese fino a quote collinari, soprattutto nei centri abitati, dove stagionalmente può raggiungere densità molto elevate.
La sorveglianza dei casi importati di malattia da virus chikungunya, dengue e Zika si estende per tutto l’anno. 
Tuttavia, nel periodo di maggiore attività vettoriale (giugno-ottobre) il sistema di sorveglianza deve essere potenziato (in termini di tempestività e sensibilità) su tutto il territorio nazionale, per permettere l’identificazione rapida dei casi, ai fini dell’adozione immediata delle necessarie misure di controllo per ridurre il rischio di trasmissione. L’intervallo di tempo potrà essere aumentato o ridotto, a livello regionale, a seconda dell’andamento climatico e meteorologico stagionale.
A questo riguardo il Ministero della Salute ha emesso la Circolare 10 luglio 2017 - Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare (Aedes sp.) con particolare riferimento a virus chikungunya, dengue e virus Zika - 2017 sulla base della quale, dal 1 giugno al 31 ottobre, va posta particolare attenzione:

  • all’identificazione tempestiva dei casi importati (soggetti che rispondono ai criteri clinici ed epidemiologici delle definizioni di caso),
  • all’individuazione di persone con criteri clinici compatibili, ma che non hanno viaggiato in paesi endemici, per poter riconoscere casi e focolai epidemici autoctoni (due o più casi insorti nell’arco temporale di 30 giorni in un'area territoriale ristretta).

Le Regioni e i Comuni hanno la responsabilità di effettuare tempestivamente le attività per il controllo delle zanzare invasive (appartenenti al genere Aedes, "zanzara tigre"), applicando le raccomandazioni riportate nella circolare. I protocolli seguono schemi diversi a seconda dell’entità del rischio. 
Infatti la presenza e la densità del vettore (nella maggior parte dei casi, Ae. albopictus) e la relativa possibilità di casi di arbovirosi, delineano tre principali situazioni con livelli di rischio diversi: 

Area di tipo A: presenza del vettore, in assenza di casi importati o autoctoni. Questa tipologia caratterizza oggi gran parte dei centri abitati del paese;
Area di tipo B: presenza del vettore e uno o più casi d’importazione di febbre da virus chikungunya, dengue o Zika;
Area di tipo C: presenza del vettore e casi autoctoni isolati o focolai epidemici di febbre da virus chikungunya, dengue o Zika. 
In ognuna di queste aree occorre intervenire in maniera diversificata.
Va, inoltre, ricordato che se un caso di arbovirosi importato viene introdotto in aree dove non è nota la presenza del vettore, tra aprile e novembre indipendentemente dalla stagionalità, è necessario attivare rapidamente un sistema di monitoraggio mediante ovitrappole e trappole per adulti per confermare l’assenza del vettore.

In Italia si è avuta un'epidemia, nel 2007 in Emilia Romagna, provocata da un caso d'importazione (identificato, persona di ritorno da un viaggio in una zona dell’India) che ha fatto registrare oltre 200 casi autoctoni confermati in laboratorio.
Questo è stato il primo focolaio riportato in una regione non tropicale dove un vettore competente (Aedes albopictus) per il virus chikungunya era presente.
Da settembre 2017 (a circa 10 anni di distanza) si sta assistendo ad una seconda epidemia, provocata da un caso d'importazione (non identificato) che ha fatto registrare 489 casi autoctoni (di cui 270 confermati) e che ha coinvolto principalmente la Regione Lazio (con i comuni di Anzio, Roma e Latina) e la Regione Calabria (con il comune di Guardavalle marina).

bol chikv dic2017 schema

 

     
  Durante il 2016, in Piemonte, sono stati segnalati 2 casi di chikungunya di importazione in persone residenti o domiciliate in Piemonte e dal 2014 al 2016 ne sono stati registrati 4 (fonte: Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive - SEREMI).  
     

APPROFONDIMENTI

Documenti utili

Siti di riferimento in Italia

Siti di riferimento in Europa

Siti di riferimento nel Mondo

Strumenti

  • Zanzare: le mappe di distribuzione Ecdc. Sul sito dell’Ecdc sono disponibili per operatori e cittadini le mappe di distribuzione delle zanzare (Vector Maps). L’obiettivo è fornire a decisori e popolazione informazioni aggiornate sulla diffusione di questi vettori mostrando anche il livello di distribuzione regionale.
Aedes aegypti gen 2018       Aedes albopictus gen 2018

Pagina aggiornata a febbraio 2018