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Di seguito si riportano i post pubblicati, durante il 2017, in occasione dell'uscita di "MOSQUITO", il documentario sulla crescente minaccia globale costituita dalle zanzare che è stato programmato, in contemporanea in tutto il mondo, il giorno 6 luglio.

documentario mosquito

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Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - prima parte (le specie di zanzare)
Quella delle zanzare è una famiglia estremamente numerosa: infatti, ad oggi, ne sono state scoperte e classificate più di 3.500 specie.
Questa famiglia è rappresentata in tutte le regioni zoogeografiche della Terra, con una maggiore concentrazione di specie nelle regioni tropicali.
La presenza di diverse specie ematofaghe, associate all'uomo e agli animali domestici e in grado di trasmettere alla vittima microrganismi patogeni, attribuisce ai Culicidi una posizione di primaria importanza sotto l'aspetto medico-sanitario. E’ bene ricordarsi, però, che soltanto una percentuale molto piccola di queste specie (e delle diverse sottospecie) è responsabile della diffusione di microrganismi patogeni. Probabilmente sono solo alcune dozzine (meno dell’1% di tutte le specie di zanzara).
Tra tutte ricordiamo:

  • Aedes albopictus, anche nota come zanzara tigre.
  • Culex pipiens, una delle zanzare più comuni al mondo.
  • Anopheles gambiae, che attacca in prevalenza gli esseri umani e la cui puntura ha fatto più vittime di qualsiasi altro animale.
  • Aedes aegypti, che ama le aree urbane densamente popolate ed è la specie associata all’ultima epidemia di Zika.

Comunque, non tutte le zanzare sono nostre nemiche. Anzi, alcune svolgono un importante ruolo nell'ecosistema come agenti impollinatori o come anello della catena alimentare.

culex

Mosquito. La minaccia delle zanzare nel mondo: Culex pipiens e Culex quinquefasciatus.

Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - seconda parte (la zanzara)
Come noi, le zanzare sono creature con una grande capacità di adattamento.
Solo la femmina punge e succhia il sangue per ricavarne le proteine necessarie per formare le uova, così da garantire la sopravvivenza della specie.
Le zanzare hanno sviluppato la capacità di percepire il nostro odore: rispondono a dei composti che emana la nostra pelle e all’anidride carbonica che espelliamo con il respiro. Inoltre reagiscono al movimento ed anche al calore emesso dal nostro corpo.
Sono così leggere che non ci accorgiamo di quando si posano. Appena è sulla pelle, la zanzara attiva l’apparato boccale che ha due stiletti principali che visti al microscopio sembrano due coltelli seghettati. Queste minuscole lame bucano la pelle, quindi l’insetto introduce il resto della proboscide che è come un sottilissimo tubo. Una volta arrivata sotto la pelle, usa le due minuscole lame per tagliare i piccolissimi capillari in cui scorre il sangue.
Quando una zanzara punge un portatore di un virus o di un parassita di cui è competente per la trasmissione, viene infettata dal sangue che ingerisce e il virus o il parassita si riproduce nel suo organismo. La sua saliva diventa veicolo d’infezione e, quando si posa su un’altra vittima, diventa un fattore efficiente nella trasmissione delle malattie provocate da questi microrganismi. La zanzara deve prevenire la coagulazione del sangue e inietta un po’ di saliva, contenente appunto fattori anticoagulanti. Mettendo in circolo la sua saliva, introduce il virus o il parassita all’interno del nostro organismo. Tutti i problemi che abbiamo con le zanzare nel mondo dipendono solo dalla loro saliva. E’ proprio così!

zanzara tigre

Esemplare di Aedes albopictus (zanzara tigre).

Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - terza parte (zanzare, microrganismi e globalizzazione)
Con tutto il nostro progresso, la nostra ingegnosità, la nostra tecnologia, siamo sempre più minacciati dalle malattie infettive. E’ una battaglia che combattiamo da secoli ma oggi i microrganismi possono diffondersi con una rapidità prima impensabile.
Abbiamo la malaria che è arrivata in Europa dall’Africa, anche la febbre gialla è arrivata dall’Africa e anche la dengue ha fatto quel percorso. Sono bastati tre secoli perché queste malattie si diffondessero in Europa, in Asia e poi nelle Americhe. Soltanto negli ultimi sedici anni se ne sono aggiunte ben tre a questa lista: la febbre del Nilo occidentale (West Nile), la chikungunya e la Zika. Sedici anni per queste tre malattie, trecento anni per le tre precedenti.
La ragione è semplice: la rete creata dalla globalizzazione. Fino agli anni ’60 il viaggio era un’esperienza eccezionale. Al giorno d’oggi prendere un aereo è quasi come prendere un autobus e il nostro sangue viaggia per migliaia di chilometri a 10.000 metri di quota e in questo sangue possono esserci virus e parassiti. Oggi, i vettori delle malattie possono andare ovunque e a una velocità incredibile.
Ogni anno si registrano alcuni casi della cosiddetta “malaria da aeroporto”. La malaria da aeroporto rappresenta una patologia rara e potenzialmente pericolosa. Sin dal 1977, anno in cui è stata individuata per la prima volta, molti casi di malaria da aeroporto sono stati rilevati nell'Europa occidentale. Le persone possono essere infettate da una zanzara anofele durante un viaggio in aereo o uno "stopover", ovvero durante l'apertura di container o bagagli nella zona aeroportuale. E’ possibile anche che siano colpite persone che abitano nelle vicinanze di un aeroporto o che si servono di trasporti che li portano nelle sue prossimità. Il rischio più elevato di malaria da aeroporto proviene dall'Africa occidentale e centrale, poiché la maggior parte del traffico aereo da questi paesi comprende stopover nell'Europa occidentale. I casi di malaria da aeroporto si verificano per lo più durante la stagione estiva, un periodo più favorevole alla sopravvivenza dell'anofele.
Ogni volta che le persone si muovono, le malattie le seguono. Supponiamo che qualcuno sia infettato dal virus Zika e che vada in un altro paese, scende dall’aereo e si sente bene, ma all’improvviso, magari due giorni dopo, si ammala e se una zanzara competente lo punge può trasmettere il virus Zika ad altre persone.

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Mosquito. La minaccia delle zanzare nel mondo: Chikungunya.

Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - quarta parte (zanzare e Zika)
Zika deve il suo nome all’omonima foresta dell’Uganda dove il virus fu per la prima volta identificato nel 1946, in una popolazione di scimmie (macachi). L’anno successivo ne venne identificato il vettore tra le scimmie: la zanzara Aedes africanus.
I primi casi umani furono registrati in Africa (1952 in Uganda e Tanzania) poi, negli anni ’60, il virus migrò chissà come nell’Asia equatoriale (India, Indonesia, Malesia e Pakistan) trovandovi nuovi vettori. La prima epidemia nota da virus Zika fuori dall’Africa si ebbe nel 2007, sull’isola di Yap, in Micronesia, e tra il 2013 e il 2014 Zika si diffuse in altre isole del Pacifico (Polinesia Francese, Isola di Pasqua, Isole Cook e Nuova Caledonia) ed in Sudamerica.
Si ipotizza che il virus Zika sia arrivato in Brasile durante un grande evento sportivo, il campionato mondiale di canottaggio del 2014, a Rio de Janeiro. In quattro dei paesi partecipanti erano già stati documentati casi del virus. Nel giro di poche settimane vennero infettate centinaia di persone, grazie ad un potenziale ed efficientissimo vettore già presente da tempo nel paese: l’Aedes aegypti, responsabile di precedenti epidemie di dengue e chikungunya.
Il Brasile impiegò l’esercito per diffondere insetticidi e combattere le zanzare. I soldati allertarono gli abitanti usando il nome “Dengue”, una malattia più famigliare per i brasiliani. Fino ad allora Zika era infatti sconosciuta.
Lo sviluppo urbano in tutto il mondo fa aumentare la quantità di spazzatura che non può essere smaltita rapidamente e diventa un potenziale terreno di coltura concentrato in aree con grande densità abitativa. Le zanzare vettrici si moltiplicano in ambienti urbani sovraffollati e questo facilita la trasmissione dei virus a grandissima velocità. Una singola puntura di zanzara, in Brasile, può potenzialmente scatenare uno scenario da incubo.
Dopo una completa revisione sistematica della letteratura, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha concluso che l’infezione da virus Zika durante la gravidanza è causa di anomalie cerebrali congenite (inclusa la microcefalia) e che il virus Zika può innescare la Sindrome di Guillain-Barré (malattia che si manifesta con paralisi progressiva agli arti e può causare complicanze potenzialmente letali, in particolare se vi è interessamento dei muscoli respiratori o un coinvolgimento del sistema nervoso autonomo. Nelle forme iperacute si arriva a una paralisi totale in 24 ore).
Molte persone hanno sottovalutato lo Zika, dicendo che era solo un po’ di febbre, magari con eritema, mal di testa e occhi rossi. Ma da un giorno all’altro si è compreso che Zika è un missile puntato contro le cellule cerebrali. Dal novembre del 2015, solo in Brasile, sono nati quasi 3000 bambini affetti da microcefalia e da allora, le zanzare hanno diffuso e diffondono Zika in più di 80 paesi.
Dal 1946 (anno della scoperta del virus) al 2007 (anno della prima epidemia di Yap), erano stati documentati appena 14 casi umani della malattia. Ad oggi, nelle sole Americhe, si sono registrati oltre 210 mila casi confermati (e oltre 570 mila casi sospetti) e le ultime pubblicazioni scientifiche stimano in ben 2 miliardi e mezzo (quasi un terzo della popolazione umana mondiale) il numero di persone esposte all’infezione.

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Mosquito. La minaccia delle zanzare nel mondo: Zika.

Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - quinta parte (zanzare, utilità ambientale e colpe degli uomini)
Dovremmo cancellare le zanzare dalla faccia della terra?
La nostra risposta potrà sembrare sorprendente ma è no, perché altrimenti distruggeremmo anche buona parte dell’ambiente in cui viviamo e di cui siamo parte.
Le zanzare giocano un ruolo nella catena della vita da centinaia di milioni di anni. Quando si scatena un’epidemia virale è facile vederle come una terribile minaccia ma, per tantissime altre specie di animali, le zanzare di ogni stadio di sviluppo costituiscono una fonte di cibo.
Prendiamo, ad esempio, una creatura leggiadra e sottile come uno zigottero. Gli zigotteri, conosciuti anche con il nome di "damigelle", costituiscono con le libellule l'ordine degli odonati. Sono tra i predatori più voraci di zanzare, sia adulte, che attaccano mentre volano, sia allo stato larvale. Infatti anche le ninfe di zigottero vivono in acqua e ognuna mangia centinaia e centinaia di larve di zanzare. Il rapporto tra predatori e prede è la chiave per mantenere in equilibrio le popolazioni.
Anche molte piante amano le zanzare: l'alimentazione a base di nettare, fa di loro un importante agente dell'impollinazione, in particolare per piccoli fiori, tra cui alcune orchidee tropicali.
La nostra sopravvivenza sul pianeta si basa sugli stessi equilibri che regolano la vita delle zanzare, degli zigotteri e di tutti gli altri animali e delle piante con cui condividiamo questo mondo. C’è una cosa che dobbiamo cominciare a capire: noi siamo l’unica specie che interferisce con tutte le altre, modificando pesantemente, un secolo dopo l'altro, il mondo in cui viviamo. Se sconvolgiamo il sistema di pesi e contrappesi riduciamo la capacità dell’ambiente di depotenziare le malattie e aumentiamo il rischio di epidemie.
Abbiamo moltiplicato i siti riproduttivi delle zanzare e dove prima c’erano solo una o due pozze naturali ora possiamo avere anche 1000 diversi contenitori di plastica in cui si accumula l’acqua… E poi ci lamentiamo che le zanzare si moltiplichino! Siamo noi che alimentiamo il successo “planetario” delle zanzare e su questo non c’è il minimo dubbio.
Quindi, indipendentemente dal fatto che una totale eradicazione delle zanzare sia o meno possibile (e forse non lo è) ci sono ancora troppe cose che non sappiamo su quelle che il biologo statunitense Edward Osborne Wilson una volta ha chiamato "le piccole cose che governano il mondo".

orchidea fds

Dracula simia, chiamata anche monkey orchid (orchidea faccia di scimmia). Una delle orchidee che si affida alle zanzare per l'impollinazione.

Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - sesta parte (La Florida, le paludi infernali e Aedes aegypti)
Con una popolazione numerosa e quasi costante di Aedes aegypti, la zanzara più strettamente associata alla trasmissione del virus Zika, la Florida potrebbe essere teatro del prossimo importante focolaio della malattia.
La Florida è una pianura, quindi l’acqua tende a ristagnare. Si hanno 2000 mm di pioggia l’anno ed è l’habitat ideale per le zanzare… Ora si aggiunga che è anche una metropoli e il quadro è perfetto. Nei sobborghi di Miami, i "punti caldi" per la diffusione dell’Aedes aegypti si trovano dove meno ce lo si aspetta.
Tutti amano le Bromeliaceae, fanno dei fiori bellissimi, crescono facilmente e si vendono in tutto lo stato della Florida, ma sono un vivaio per almeno 12 specie di zanzare locali. Sono fabbriche di zanzare.
Aedes aegypti… il suo nome scientifico era praticamente sconosciuto in Florida fino ad un anno fa ma oggi tutti le persone la conoscono e la temono. Vive nelle case, nei giardini, tra la spazzatura. Esiste quasi solo grazie all'uomo. Sa nascondersi, sviluppa rapidamente buone difese ai nostri attacchi, è difficile da uccidere, impossibile da sterminare. Se esiste la zanzara perfetta è certamente lei.
A fine luglio del 2016, nel quartiere di Wynwood, una zona a nord di Miami, sono stati confermati i primi 4 casi di Zika contratti negli Stati Uniti. Questo ha confermato ciò che gli esperti di salute pubblica stavano annunciando da mesi, e cioè che ad un certo momento dell'estate, Zika avrebbe smesso di essere solo un virus importato e avrebbe cominciato ad essere trasmesso localmente anche negli Stati Uniti.
Ad annunciare i 4 casi è stato il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, CDC, che ha anche subito dichiarato che questi primi casi molto probabilmente non sarebbero rimasti isolati.
“Ci aspettiamo nuovi contagi negli USA nelle prossime settimane e la nostra priorità principale è proteggere le donne incinte dall’infezione e dai suoi possibili devastanti effetti sui feti. Abbiamo lavorato da tempo con i governi locali in vista della possibilità di casi di Zika trasmessi da zanzare portatrici del virus sul territorio degli USA continentali e delle Hawaii” ( Lyle Peterson - Cdc).
Lo Zika ci insegna qualcosa del nostro mondo: che è sempre più piccolo. Lo abbiamo visto dal diffondersi a velocità fulminea del virus che in un anno era praticamente in tutto il pianeta. Questo ci fa capire a che velocità un agente patogeno o una malattia può emergere e travolgerci. Abbiamo visto che questa malattia ha impiegato 10 anni per emergere, molto meno per risalire il continente americano e il fatto che sia arrivata sino in Florida non dovrebbe sorprendere ma, nonostante ciò, le misure di prevenzione sono state tardive.

zika florida

Centers for Disease Control and Prevention (CDC) - Contea di Miami-Dade, Florida.
Il contorno rosso nell'immagine identifica le aree in cui c'è stata trasmissione attiva del viirus Zika, mentre il contorno giallo identifica le aree che sono state contrassegnate come cautelative.


Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - settima parte (zanzare, globalizzazione e mezzi di trasporto)

Oggi, le malattie viaggiano con estrema facilità, ma non è solo questo il problema. Infatti, da alcuni decenni in qua, anche le zanzare riescono ad arrivare molto rapidamente in luoghi dove prima erano assenti. Questa è una delle molte complicazioni e delle molte minacce della globalizzazione.
Dall'inizio degli anni ’80 è cresciuta l’industria che ricicla gli pneumatici che arrivano da tutto il mondo. Prendiamo uno pneumatico che si trova, ad esempio, in una discarica in Corea del Sud. Piove, nello pneumatico si ferma l'acqua e le zanzare depongono le uova al suo interno. Quando l’acqua si asciuga le uova restano sulla gomma e possono rimanere vitali per molto tempo. Gli pneumatici sono caricati in container e possono raggiungere in poche settimane luoghi molto distanti. Una volta arrivati nel paese di destinazione, gli pneumatici vengono scaricati e spesso stoccati all'aperto. Se il clima lo consente, alla prima pioggia le uova riprendono il loro sviluppo, si schiudono, in pochi giorni si completa il ciclo larvale ed ecco che una zanzara coreana si trova a volare dall'altra parte del mondo.
L’Aedes albopictus, la zanzara tigre, è un ottimo esempio di specie invasiva con grande capacità di veicolare infezioni. Originaria del sud-est asiatico, questa zanzara ha sfruttato i trasporti commerciali umani per diffondersi in molte zone del mondo: nella metà del XX secolo si diffuse in Africa e nel Medio Oriente e a seguire nel continente sudamericano, negli Stati Uniti d'America, in Oceania e in ultimo in Europa.
I primi esemplari riprodotti in Europa sono stati ritrovati a Laç nell'Albania settentrionale nell'agosto 1979. Il gruppo albanese di sorveglianza ha ipotizzato che la zanzara fosse presente almeno dal 1975 e che il mezzo responsabile fu una nave cargo proveniente dalla Cina (allora uno dei pochi partner commerciali dell'Albania) attraccata a Durazzo.
In Italia fa la sua comparsa nel 1990 a Genova, in un deposito di pneumatici usati, importati dagli Stati Uniti. Da qui si è diffusa praticamente in tutta la penisola e attualmente è presente in molti altri Paesi europei.
La diffusione di Aedes albopictus a lunga distanza avviene in primo luogo tramite vie marittime. Di solito carichi navali di copertoni usati, Lucky bambù (Dracaena sanderiana), bomeliacee o piante acquatiche possono trasportare le uova, le larve o le pupe di questa o di altre zanzare. Macchine private, camion e treni sono invece importanti mezzi di trasporto delle zanzare adulte a livello regionale.
La zanzara tigre è inserita nell'elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo redatto dallo IUCN/ISSG.

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ECDC - Distribuzione (nota) di Aedes albopictus ad aprile 2017.


Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - ottava parte (zanzare e malaria)

La malaria si manifesta con febbre alta, dolori e nausea e presto si rischia la vita. La malaria attacca prima il fegato, poi i globuli rossi e impedisce un adeguato afflusso di ossigeno agli organi vitali. Nei bambini, poi, spesso rivela il suo volto peggiore: la malaria cerebrale, quasi sempre letale, che ne uccide uno ogni due minuti.
E’ innegabile che i progressi sanitari a livello globale e il maggiore impegno nella prevenzione oggi permettano di salvare molte più vite che in passato. Le ultime stime ci dicono che, tra il 2010 e il 2015, il tasso di incidenza della malaria è calato del 21% a livello mondiale e i tassi di mortalità sono diminuiti del 29% (Fonte OMS - World Malaria Report 2016). Un bel risultato, dovuto soprattutto all’uso di zanzariere da letto trattate con insetticidi che sono state distribuite a milioni in tutta l’Africa sub sahariana, un’idea maturata negli anni ’90 e che ha dato subito i suoi frutti. Ma non basta. La guerra chimica da sola non potrà eliminare il pericolo malaria, perché porta con sé un grosso problema che si chiama “resistenza”. La verità è che ancora manca l’arma definitiva per vincere la guerra.
“Eliminare la malaria non è cosa semplice, ci sono tante comunità da coinvolgere e se abbiamo gli strumenti giusti e comprendiamo a fondo le dinamiche si può intraprendere la strada corretta. Nell’arco di qualche decennio ce la possiamo fare”, sostiene Bill Gates, da tempo impegnato con la sua fondazione nella lotta alla malaria.
Un esempio di come il coinvolgimento delle comunità e lo studio delle realtà locali possano essere importanti nella soluzione del problema è l’esperimento in corso in alcune zone africane. Le abitazioni tradizionali delle zone rurali della Tanzania sono costruite in mattoni e tra la sommità dei muri ed il tetto sono lasciate delle fessure che permettono un ricambio d’aria. Ma quei varchi sono degli inviti per le zanzare di abitudini notturne, come quelle malarigene, ad entrare in casa. E talvolta la zanzariera da letto non basta per salvarsi dalla loro puntura. E’ sufficiente sporgere un arto fuori dal letto mentre si dorme o un piccolo foro nella zanzariera stessa e il danno è fatto. Per tentare di risolvere il problema, alcuni studiosi hanno pensato di cementare le fessure tra muro e tetto delle abitazioni e, per mantenere il ricircolo dell’aria, fondamentale in quei climi, hanno fatto inserire nei muri dei tubi chiusi ad un’estremità con una retina fine impregnata di insetticida. In questo modo, una zanzara attratta all’interno dell’abitazione troverà una trappola mortale. Questo dimostra la necessità di trovare soluzioni adatte a livello locale e soprattutto l’importanza della PREVENZIONE!
Infatti, nonostante i notevoli progressi che si stanno facendo nel mondo, nel 2015 sono stati segnalati 212 milioni di nuovi casi e 429.000 decessi.

eave tube africa

In2Care. Eave Tubes: protezione delle famiglie dalle zanzare della malaria. Eave Tubes sono stati esaminati dal gruppo consultivo di controllo vettoriale dell'OMS come un nuovo strumento di controllo dei vettori della malaria.

WHO malaria 2017

OMS. Malaria: Paesi e territori con casi autoctoni nel 2000 e loro situazione nel 2016.


Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - nona parte (zanzare e malattie in Europa)

Malaria, dengue, chikungunya, febbre gialla, West Nile, sono malattie con una grande diffusione in tutto il mondo. Nei Paesi industrializzati si ha un approccio quasi ingenuo a questo argomento, la gente si sorprende che ancora ci siano malattie infettive a questo mondo.
Ma quando una malattia virale molto aggressiva colpisce una popolazione che non ha ancora maturato alcuna difesa immunitaria nei suoi confronti, allora questa si diffonde come un incendio. Negli ultimi dieci anni si sono verificati casi autoctoni di queste malattie in Europa.

  • Anno 2007, Italia (Emilia Romagna): prima epidemia autoctona di chikungunya in Europa, con oltre 200 casi accertati. Si è poi scoperto che il paziente “zero” era un viaggiatore proveniente dall’India. Il vettore competente locale era la zanzara tigre (Aedes albopictus).
  • Anno 2008, sempre Italia (bassa padana): primi casi umani di West Nile disease (WND) nel nostro Paese. La principale specie di zanzara che veicola questo virus è la Culex pipiens.
  • Anno 2009, Italia (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna), Romania, Ungheria: altri casi di WND nell'uomo e nei cavalli.
  • Anno 2010, Francia e Croazia: due casi autoctoni di dengue e uno di chikungunya. Test clinici successivi hanno rilevato altre 15 persone infette. Anche in questo caso, il vettore era la zanzara tigre (meno competente per il virus dengue che per quello chikungunya). Austria, Grecia, Ungheria, Italia, Romania e Spagna: decine di casi umani di WND. Il focolaio più vasto nel nord della Grecia, con ben 262 casi e 35 morti.
  • Anno 2011, Grecia, Italia, Romania, Ungheria: più di 100 casi umani di WND, la maggior parte ancora in Grecia.
  • Anno 2012, Portogallo (Madeira): prima epidemia di dengue in territorio europeo (sebbene al largo delle coste africane), con oltre 2000 casi. Qui il vettore era Aedes aegypti, più competente della “cugina” tigre. Grecia, Italia, Romania, Ungheria, Croazia ecc.: 242 casi umani di WND nei paesi EU e 693 in altri paesi europei e del bacino del Mediterraneo.
  • Anno 2013, Grecia, Italia, Romania, Ungheria, Croazia, Slovenia, Rep. Ceca ecc.: 228 casi umani di WND nei paesi EU e 557 in altri paesi europei e del bacino del Mediterraneo.
  • Anno 2014, Francia: altri 12 casi autoctoni di chikungunya. Austria, Grecia, Italia, Romania, Ungheria ecc.: 74 casi di WND nei paesi EU e 136 in altri paesi europei e del bacino del Mediterraneo. Italia (Toscana): primo possibile caso di trasmissione autoctona (probabilmente per via sessuale) di virus Zika in Europa.
  • Anno 2015, Francia: altri 7 casi autoctoni di dengue. Spagna, Francia, Italia, Austria, Ungheria, Romania ecc.: 253 casi di WND nell'uomo in vari paesi d'Europa e del Mediterraneo. Primo caso in Piemonte.
  • Anno 2016, Spagna, Italia, Ungheria, Romania, Croazia ecc.: oltre 400 casi umani di WND in vari paesi d'Europa e del Mediterraneo. Secondo caso in Piemonte. Francia, Spagna, Paesi Bassi, Italia, Portogallo, Regno Unito: una ventina di casi di Zika, tutti per trasmissione sessuale da partner che avevano contratto il virus in paesi tropicali. (La fonte dei dati per WND sono i Bollettini epidemiologici West Nile Disease annuali dell'IZSAM - CESME). 

Le manifestazioni di virus africani in Europa sono quindi ormai molto frequenti e ravvicinati. Il West Nile virus è ormai presente stabilmente. I virus di dengue, chikungunya e Zika entrano in continuazione nel continente con i viaggiatori provenienti da Paesi endemici e vi trovano vettori competenti. Solo 25 anni fa, nessuno avrebbe potuto prevederlo e ora il pericolo è reale: un campanello d’allarme per tutto il mondo.

 ecdc wnv 2015        ecdc wnv 2016

ECDC. Aree geografiche in cui si sono verificati i casi di West Nile nel 2015 e nel 2016.

Pillole ispirate al documentario MOSQUITO - decima parte (Aedes aegypti, Washington D.C.)
In tutto il mondo le aree urbane continuano a crescere. Sotto le città vaste reti sotterranee offrono un ambiente ideale per le zanzare.
(dalla testimonianza di Andy Lima - mosquito biologist)
Washington D.C. E’ clamoroso scoprire qui la Aedes aegypti, perché non dovrebbe vivere così a Nord. Qui fa molto freddo in inverno e questa zanzara, in teoria, non dovrebbe sopravvivere. Non si sa ancora quanto sia diffusa questa popolazione, ma si sa che il rischio legato a dengue, chikungunya e Zika è reale. Nelle città del Nord degli Stati Uniti ci sono vaste reti di metropolitane, con grandi tunnel sotterranei come quello di Capitol Hill in cui s’infiltra l’acqua dai piani superiori. Questo può creare nel sottosuolo un ambiente idoneo e protetto, in grado di permettere lo sviluppo di specie come la Aedes aegypti anche durante la stagione invernale, quando in superficie non potrebbe resistere. Gli studiosi hanno raccolto negli anni dei campioni di queste zanzare e ora possono confrontare il loro DNA per determinare a che ceppo appartengono. Hanno scoperto che si tratta della stessa popolazione che si rinnova anno dopo anno. Si tratta quindi di una popolazione stabile, la popolazione di Aedes aegypti insediata più a nord negli Stati Uniti.

aedes aegypti

Mosquito. La minaccia delle zanzare nel mondo: Aedes aegypti.


Pagina aggiornata a febbraio 2018