GENERALITA'

Le zanzare sono insetti appartenenti all'ordine dei Ditteri, le cui femmine, nella maggior parte delle specie, necessitano di un periodico pasto di sangue per poter assumere quelle sostanze necessarie allo sviluppo delle loro uova, che la normale dieta di questi insetti non è in grado di fornire. Infatti, la loro alimentazione di base è costituita da liquidi zuccherini, quali il nettare dei fiori, in grado di fornir loro l'energia necessaria per il volo ma non le proteine indispensabili alla formazione di centinaia di uova.

CI zanzara

Si tratta di insetti a metamorfosi completa, per cui dalle loro uova nascono degli organismi completamente diversi dall'adulto, detti larve. Le larve delle zanzare sono degli animali acquatici, che in genere si nutrono filtrando l'acqua in cui vivono (esistono alcune specie tropicali predatrici) e assumono ossigeno atmosferico attraverso particolari sistemi respiratori, il che permette a molte specie di vivere anche in acque anossiche, del tutto inadatte alla sopravvivenza di organismi che invece utilizzano l'ossigeno disciolto in acqua.
Dopo 4 stadi larvali, si forma una pupa, mobile, ma che non si nutre. Completato lo sviluppo, la pupa si posiziona sotto il pelo dell'acqua, il suo cefalotorace si fessura e inizia ad emergere la zanzara adulta che dopo alcuni minuti è in grado di volare via.
Dopo l'accoppiamento, unico ma bastevole per tutta la sua vita, la femmina cerca un ospite idoneo su cui compiere il suo primo pasto di sangue (certe specie possono spostarsi in volo per molti chilometri prima della ricerca, altre solo per poche decine di metri), digerito il quale, se sufficiente, porterà a termine lo sviluppo della sua prima generazione di uova. La femmina cercherà, quindi, un sito adatto alla deposizione delle sue uova (da poche decine ad alcune centinaia, a seconda della specie, dell'età, delle condizioni e delle dimensione dell'individuo). Non sempre le uova vengono deposte direttamente in acqua. Certe specie le depongono su substrati solidi (terreno, pareti di un recipiente ecc.) destinati a venir successivamente sommersi. In questo caso è probabilmente la fauna microbica del sito e/o le sostanze chimiche volatili che esso sprigiona a indurre la zanzara a scegliere un posto in cui l'acqua c'è già stata e che quindi è probabile che vi ritorni. Quando ciò avviene, l'embriogenesi dell'uovo, interrottasi alla sua deposizione, ricomincia e porta alla schiusa. Pertanto le larve sono sempre acquatiche.

 


GLOSSARIO DELLA PAGINA

Artropodi (dal gr. ἄρϑρον "articolazione" e πούς "piede", lat. scient. Arthropoda). Animali invertebrati provvisti di uno scheletro esterno, chiamato esoscheletro. La parola artropode deriva dal greco e significa "che ha zampe articolate". In realtà, non solo le zampe ma tutto il corpo di questi animali è formato da tanti segmenti che si articolano tra loro. Oltre agli insetti, appartengono a questo gruppo i ragni, i crostacei, i millepiedi e altri animali simili.

Cefalotorace. Regione anteriore del corpo di alcuni Artropodi che comprende capo e torace fusi insieme.

Chitina (der. arbitrario del gr. χιτών "tunica, rivestimento"). Composto organico che costituisce il principale componente dell’esoscheletro degli Artropodi e di altri invertebrati; questa sostanza si trova anche in alcuni funghi e licheni.

Culicidi (dal lat. scient. Culicidae, der. di culex -ĭcis "zanzara"). Famiglia del sottordine dei Nematoceri che si suddivide in due sottofamiglie principali: culicini e anofelini. Alla prima appartengono i generi Culex, Aedes ecc., alla seconda il genere Anopheles ecc. I membri delle due sottofamiglie si distinguono sia per la posizione delle larve a riposo nell’acqua (con il capo all’ingiù quelle dei culicini e quasi parallele alla superficie dell’acqua quelle degli anofelini) sia per la posizione da fermi degli adulti. Nei culicini l'addome è quasi parallelo alla superficie di appoggio nella posizione di riposo e in quella di "puntura" mentre negli anofelini l'addome è sollevato, formando un angolo uguale o maggiore di 45° con il supporto.

Ditteri (dal lat. scient. Diptera, dal gr. δίπτερος "a due ali"). Ordine di insetti dotati di un solo paio di ali (il secondo paio si è trasformato in un organo di senso chiamato bilanciere). Oltre alle zanzare, appartengono a quest'ordine le mosche, i tafani e un gran numero di cosiddetti "moscerini".

Ematofago. Animale che si nutre di sangue.

Esoscheletro. E’ uno scheletro esterno che avvolge il corpo come un’armatura. Questo rivestimento non serve solo a proteggere il corpo, ma anche a sostenerlo, a mantenerlo rigido e a permettere l'inserzione dei muscoli. L’esoscheletro è costituito da tanti pezzi articolati tra loro tramite giunture flessibili, tra un pezzo e l’altro, che consentono all’animale di muoversi con una certa agilità. La sostanza di base dell’esoscheletro degli Artropodi è la chitina.

Insetti (dal lat. scient. Insecta). Piccoli animali invertebrati, appartenenti al gruppo degli Artropodi, con il corpo segmentato, suddiviso in tre regioni (capo, torace, addome), ricoperto di chitina, dotato di tre paia di zampe articolate e, spesso, di uno o due paia di ali.

Metamorfosi (dal gr. μεταμόρϕωσις “trasformazione”). Tutti gli insetti, essendo dotati di un esoscheletro rigido, per accrescersi devono subire una serie di mute dell'esoscheletro stesso che via via li porteranno dallo stadio giovanile a quello adulto. Vi sono insetti dove lo stadio giovanile è simile (almeno esteriormente) a quello adulto (e si parla in questo caso di "ninfe"), mentre altri dove lo stadio giovanile è totalmente diverso da quello adulto (larve). Semplificando, nel primo caso si parla di insetti a metamorfosi incompleta, nel secondo di insetti a metamorfosi completa.

Nematoceri (dal lat. scient. Nematocera, comp. di nemato-, dal greco νῆμα, ossia "filo" e di -cera, dal greco χερας, corno, nel sign. di “antenne”). Sono un sottordine di insetti appartenente all'ordine dei Ditteri. Generalmente hanno un corpo delicato e sottile, dalla forma slanciata e dai colori poco appariscenti, e sono muniti di lunghe zampe e antenne filiformi.


Pagina aggiornata a febbraio 2018