MORFOLOGIA

LA LARVA

Le larve degli insetti appartenenti alla famiglia dei Culicidi, ossia le larve di zanzara, hanno delle particolarità ben evidenti che permettono di distinguerle facilmente da quelle di altre famiglie.
Innanzitutto, come per tutti i ditteri, le larve sono apode (prive di zampe). Come molti nematoceri vi si distingue agevolmente il capo, parte del corpo invece poco evidente nelle larve degli altri ditteri. Tra le larve acquatiche di ditteri nematoceri, solo quelle delle zanzare hanno segmenti toracici fortemente dilatati rispetto a quelli addominali e fusi in un unico blocco di aspetto tondeggiante. Altri caratteri distintivi sono: il capo ben distinto dal torace e l'assenza di dischi adesivi e di pseudopodi sui segmenti addominali. Si distinguono facilmente anche dai Chaoboridi, la famiglia sistematicamente più vicina ai Culicidi, per avere tegumenti non trasparenti, corpo senza vescicole idrostatiche e capo senza antenne raptatorie (specializzate per catturare le prede).

Le larve delle zanzare possono misurare da meno di un millimetro (primo stadio) a poco più di un centimetro (quarto stadio). La larva di IV stadio è l'unica i cui caratteri sono utilizzati correntemente per l'identificazione.

La larva ha il corpo segmentato in tre parti principali: capo, torace e addome.
Il capo è una struttura più o meno globulare debolmente sclerificata (capsula cefalica) e appiattita dorso-ventralmente. Le antenne originano dai lati del capo e portano una setola o un ciuffo di setole nella parte mediana o basale e un paio di lunghe e robuste setole chiamate sub-terminali nella parte apicale. L'apice delle antenne porta infine le setole terminali. Altre setole sono presenti sul capo, tra le quali la preantennale, la frontale esterna e la frontale interna che vengono utilizzate per l'identificazione delle diverse specie. L'apparato boccale è di tipo masticatorio ed è costituito da un paio di mandibole, dalla placca del mento, dalle spazzole e dalle setole periboccali. Gli occhi sono composti e ben evidenti ai lati del capo.
Il torace è diviso virtualmente in tre porzioni ma appare come un'unica struttura globulare, dotata di vistose setole.
L'addome è composto da nove segmenti apparenti, numerati con numeri romani, gli ultimi dei quali comprendono parti dei rimanenti segmenti embrionali. Su ciascun segmento sono presenti fino a 15 paia di setole, alcune delle quali utilizzate in tassonomia.
Negli anofelini, sui segmenti II-VII, sono presenti delle setole multifide con rami fortemente dilatati che vengono chiamate, per il loro aspetto, setole palmate. Nella maggior parte dei culicini, sono invece presenti una o più file di spicole, nella parte centro-distale di ogni lato dell'ottavo segmento.
Sia negli anofelini che nei culicini sul nono segmento apparente è presente un largo sclerite, denominato sella che copre la maggior parte delle superfici dorsale e laterali. In qualche specie lo sclerite è saldato ventralmente a formare un anello completo. Sullo stesso segmento sono disposte varie paia di setole, alcune raggruppate nelle cosiddette spazzole ventrale e dorsale, altre ben separate, come le cosiddette setole caudali.
Nei culicini è presente, nella parte dorsale dell’ottavo segmento, un tubo sclerificato, chiamato sifone, al cui apice si trova l'apparato spiracolare con cui la larva preleva l'aria atmosferica che utilizza per la respirazione. Negli anofelini il sifone è assente e la sua funzione è svolta da un'omologa placca respiratoria.
Sulla porzione basale del sifone dei culicini, ad esclusione di quelli del genere Orthopodomyia, è presente una fila bilaterale variamente sviluppata di spicole che formano il pettine sifonico. Il suo aspetto e la sua estensione, insieme alla forma e alla posizione delle setole presenti sul sifone, sono caratteri molto importanti nella determinazione di molte specie.
Sulla parte posteriore dell'ultimo segmento, attorno all'apertura anale, sono presenti quattro papille, di varia lunghezza, che svolgono una funzione osmoregolatrice.


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L'ADULTO

L'adulto delle zanzare è un insetto dall'aspetto fragile, con l'addome affilato e zampe lunghe e sottili.

Le dimensioni variano da pochi millimetri a più di un centimetro. In ogni zanzara adulta distinguiamo tre parti principali: capo, torace, addome.

Il capo è quasi interamente occupato da due grossi occhi composti formati da centinaia di ommatidi. Tra gli occhi, nella parte anteriore del capo, si trovano un paio di antenne, costituite da 15 segmenti, detti flagellomeri (il primo dei quali, lo scapo, ha forma di anello, il secondo, il toro, è subsferico e contiene l’organo di Johnston, che ha funzioni uditive, mentre gli altri sono allungati e ricchi di setole con recettori chimici e meccanici), un paio di palpi mascellari più o meno lunghi e la proboscide. Palpi e antenne, più sviluppati nel maschio, sono i principali organi di senso dell’insetto. Nelle femmine la lunghezza dei palpi ci permette di distinguere i culicini, dai palpi molto ridotti, dagli anofelini, dai palpi lunghi all'incirca come la proboscide. Quest'ultima ci appare come un'unica struttura ma è in realtà formata da varie parti boccali modificate e allungate (labbro superiore, mandibole, mascelle, ipofaringe), tenute insieme, a riposo, dal labbro inferiore. Durante la puntura le parti acuminate penetrano nella pelle, mentre il labbro inferiore si piega e rimane all'esterno. Le parti pungenti si muovono in differenti direzioni nella pelle e penetrano all'interno di un capillare permettendo alla zanzara di succhiare il sangue. Nei maschi, che non succhiano sangue, la proboscide si distingue per l'assenza o la riduzione delle mandibole e delle mascelle. Il capo e i palpi sono ricoperti di scaglie che contribuiscono a differenziare le specie.

Come in tutti gli insetti, il torace è suddiviso in tre parti (pro-, meso- e metatorace), ma nelle zanzare il mesotorace lo compone quasi del tutto. Sul torace sono inserite un paio di ali (sul mesotorace), un paio di bilancieri (di origine metatoracica), tre paia di zampe (generate da ciascun segmento e dette anteriori, mediane e posteriori) e si aprono due spiracoli respiratori per ciascun lato.

Le zampe sono articolate e costituite da coxa, trocantere (a forma di piccolo anello), femore, tibia e tarso, a sua volta articolato in cinque trasomeri, sull'ultimo dei quali sono inserite le unghie, di varia forma, e in alcuni casi altre formazioni utili per l'aggancio alle superfici di appoggio (pulvilli). L’ornamentazione di scaglie delle zampe è un utile carattere per la determinazione di molte specie.

Le ali hanno forma ovale e un profilo piuttosto allungato. Sono solcate da numerose nervature o venature, longitudinali (costale o marginale, subcostale, radiale, mediale, cubitale e anale) e trasversali (omerale o umerale, radio-mediana o traversa mediana, medio-cubitale o traversa posterioe), talvolta ramificate e ricoperte di scaglie, che suddividono l'ala in poligoni detti celle o cellule ricoperte da minuscole setole. Venature e cellule sono spesso utilizzate nella tassonomia.

I bilancieri, di forma più o meno clavata, sono organi di senso per il mantenimento dell'equilibrio e la stabilizzazione del volo che derivano dal secondo paio di ali, mancanti in tutti i ditteri (il cui nome indica appunto la presenza di sole due ali).
Il torace è inoltre ricoperto di setole, spesso ammassate in gruppi e di scaglie colorate che aiutano a distinguere le specie.

L’addome ha forma cilindrica allungata, è suddiviso in dieci segmenti (uriti), dei quali sette-otto ben visibili e gli ultimi due modificati e parte dell'apparato genitale ed è cosparso di scaglie colorate che formano disegni caratteristici per molte specie. Sui segmenti da II a VII si aprono gli spiracoli addominali, uno per ciascun lato (pleura) di ogni urite. Sul fondo dell'ultimo segmento si vedono dei piccoli cerci più o meno sviluppati a seconda delle specie e, nei maschi, le estremità delle armature genitali. Queste strutture, assai complesse, formano l'ipopigio e sono tipiche di ogni specie.


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GLOSSARIO DELLA PAGINA

Apode (dal gr. ἄπους ἄποδος, comp. di ἀ privativo e πούς ποδός piede). Privo di zampe.

Armature genitali. Strutture sclerificate dei genitali esterni degli insetti formati da processi del tegumento.

Multifido (dal lat. multifidus, composto da multi- e findere, fendere). Organo diviso in molte parti, ramificato.

Ommatidio o ommatide. Unità fotosensibile completa di cornea, cristallino, ecc. che concorre a costituire gli occhi composti degli insetti e di altri artropodi.

Periboccale. Intorno alla bocca.

Pseudopodi. Dette anche pseudozampe o false zampe, sono appendici non articolate di origine embrionale diversa dalle zampe vere e proprie ma con funzione simile (locomozione, adesione al substrato, ecc.) presenti nelle larve di alcuni insetti.

Pulvilli. Coppia di piccoli cuscinetti morbidi e ammortizzanti posta all’estremità delle zampe di insetti e altri artropodi.

Raptatorio. Riferito ad arto o altra appendice di alcuni insetti evolutasi con funzione di permettere o agevolare la predazione (es. primo paio di zampe delle mantidi).

Sclerificato. Tessuto ricco di chitina di aspetto e consistenza robusta.

Sclerite. Porzione dell'esoscheletro fortemente sclerotizzata.

Setole, spicole e scaglie. Processi cuticolari più o meno lunghi e larghi, talvolta con funzione sensoriale.

Spiracolo o stigma. Apertura ubicata in genere ai lati di un segmento toracico o addominale e comunicante con il sistema tracheale interno, attraverso la quale avvengono gli scambi gassosi con l'esterno.


Pagina aggiornata a dicembre 2019