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Di seguito si riportano alcuni post pubblicati durante la scorsa stagione.


Post del 16 dicembre 2020
Ma dove vanno le zanzare d'inverno? (parte 3 di 3)
Abbiamo scritto che le zanzare d'inverno "spariscono", ma qualcuno potrebbe obiettare: <<A casa mia le zanzare ci sono tutto l'anno!>> E potrebbe aver ragione. Se non pungono, si potrebbe trattare di femmine svernanti, magari nel garage o in cantina, che si stanno facendo un giro. Se invece pungono, si tratta di zanzare che hanno trovato le condizioni ideali per continuare il proprio ciclo di sviluppo: pasto di sangue, maturazione delle uova, deposizione, nuovo pasto di sangue ecc. In questo caso occorre controllare di non avere raccolte d'acqua né in casa (ad esempio vasi con piante acquatiche) né nei basamenti dell'edificio (cantine, pozzo dell'ascensore ecc.) dai quali le zanzare possono risalire. Di sicuro, in pieno inverno, non possono arrivare da fuori. Trovato il ristagno, e verificata la presenza di larve, o lo si elimina o lo si tratta con uno degli appositi prodotti larvicidi in commercio.

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Post del 15 dicembre 2020
Ma dove vanno le zanzare d'inverno? (parte 2 di 3)
Le specie che depongono le uova sul pelo dell'acqua, ad esempio la zanzara comune (Culex pipiens) e l'anofele (Anopheles maculipennis), devono ovviamente usare un'altra strategia: sopravvive una certa quota di femmine gravide che si ripara in ambienti a temperatura fredda, ma quasi costante, come grotte e cantine. Qui, il loro metabolismo si blocca, smettono di nutrirsi e di deporre. Sopravvivono grazie alla riserva di grasso che hanno accumulato nelle ultime settimane della bella stagione e quando questa ritorna, esse escono dai loro rifugi e riprendono a deporre.
Una strategia alternativa è adottata da alcune specie le cui larve riescono a sopravvivere nell'acqua ricca di sostanze organiche che non si congela, almeno negli strati più profondi, presente ad esempio all'interno di abbeveratoi o cavi degli alberi. È una strategia rischiosa e, infatti, queste specie si affidano anche alla sopravvivenza delle uova.

zanzare inverno 2


Post del 14 dicembre 2020
Ma dove vanno le zanzare d'inverno? (parte 1 di 3)
Nei climi temperati, le zanzare proliferano per parecchi mesi ma poi, quando arriva l'inverno, apparentemente, e con nostra immensa gioia, spariscono. Analogamente, in climi più rigidi, le zanzare scompaiono per quasi tutto l'anno. Ma dove vanno d'inverno? Emigrano? Muoiono?
La gran parte di loro in effetti muore. In alcune specie muoiono addirittura tutti gli adulti. In tutte, i maschi non arrivano nemmeno all'inizio dell'inverno. Perché la specie non si estingua, esistono due strategie principali. Per le specie che depongono le uova su substrati solidi, come la zanzara tigre (Aedes albopictus) e la zanzara di risaia (Ochlerotatus caspius), a superare l'inverno sono proprio le uova, in grado di trascorrere intere settimane a svariati gradi al di sotto dello zero. In primavera, con il disgelo, le piogge e il fotoperiodo giusto, le uova si schiuderanno e daranno origine alla prima generazione del nuovo anno.

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Post dell'8 luglio 2020
PAESE CHE VAI... ZANZARA CHE TROVI
Tra le specie di zanzare invasive in espansione in Europa troviamo anche Aedes koreicus ed Aedes japonicus. Negli ultimi 12 mesi, la prima appare ormai insediata anche in provincia di Genova e nel krais di Krasnodar (Russia), mentre risulta introdotta in Crimea e nelle regioni slovene di Goriska e Podravska, portando a 17 il numero delle unità amministrative europee in cui è stata almeno segnalata.
La seconda, nello stesso periodo risulta essersi insediata in provincia di Belluno, in tutta la Slovenia, nelle Asturie (Spagna), in Lussemburgo, nei distretti tedeschi di Dusseldorf, Trier e Giessen e negli stati federali austriaci del Oberosterreich, del Niederösterreich, di Salzburg e di Vienna. Risulta poi introdotta in tutta la Bosnia-Erzegovina, nel distretto serbo di Sremski e in Cantabria (Spagna).
Stabile invece Aedes atropalpus, introdotta solo in 2 province dei Paesi Bassi (Noord Brabant e nel Limburg) e in regressione Aedes aegypti, la più pericolosa del gruppo, eradicata da alcune serre del Drenthe e del Gelderland (sempre Paesi Bassi) in cui era stata accidentalmente introdotta.

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Post del 7 luglio 2020
ZANZARA TIGRE... CHI L'HA VISTA?
Dalle carte di distribuzione europea delle zanzare invasive, recentemente aggiornate dall'ECDC e dall'EFSA, risulta che la zanzara tigre (Aedes albopictus) ha ulteriormente espanso il suo areale.
Nell'ultimo anno si è infatti insediata stabilmente anche in alcune zone dove fino al 2019 risultava solo come "introdotta" o non era ancora stata cercata e/o trovata. Si tratta complessivamente di 31 unità amministrative di 7 Paesi: 2 distretti del Portogallo (Tamega e Faro), 4 province della Spagna (Cadiz, Huesca, Teruel e Zaragoza), 15 dipartimenti della Francia centrale (Charente-Maritime, Loire Atlantique, Deux Sèvres, Vienne, Charente, Houte Vienne, Creuse, Puy de Dôme, Côte-d'Or, Nièvre, Cher, Seine et Marne, Essonne, Yvelines, Haute Savoie), il land tedesco del Thuringen, le ultime 3 prefetture "libere" dell'Albania (Kukës, Dibër e Korçës), 2 regioni della Slovenia (Savinjska e Posavska) e 4 distretti rumeni (Bihor, Mehedinți, Giurgiu e Ilfov).
Si è inoltre introdotta, senza ancora raggiungere lo status di "insediata", in altre 4 province spagnole (Sevilla, Cordoba, Badajoz e Caceres).
In Italia la zanzara tigre non risulta insediata solo in provincia di Isernia. Questo non significa che lì non vi sia, ma che nessuno l'ha mai cercata o se lo ha fatto e l'ha trovata non lo ha comunicato alle due istituzioni europee.

zanzara tigre


Post del 26 giugno 2020
Le zanzare non trasmettono il virus SARS-CoV-2
Uno studio sperimentale congiunto fra l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) di Roma e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha dimostrato che le zanzare non trasmettono il virus SARS-CoV-2.
I team di entomologi, virologi e biologi molecolari dei due Istituti hanno condiviso il protocollo della sperimentazione e hanno testato la "competenza vettoriale" cioè la capacità di trasmettere attivamente il virus della zanzara tigre (Aedes albopictus) e della zanzara comune (Culex pipiens).
Alle zanzare stabulate in laboratori di alta sicurezza (BSL3) è stato fornito un pasto di sangue infetto con alte dosi del virus SARS-CoV-2. Il virus non è stato in grado di replicarsi nel corpo delle zanzare e alla fine dello studio tutti gli insetti sono risultati negativi al SARS-CoV-2.
I risultati dettagliati e definitivi saranno a breve organizzati da ISS e IZSVe per la pubblicazione su riviste internazionali.
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Fonte: Istituto Superiore di Sanità e IZSVe

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Post del 21 giugno 2020
Il nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) può essere trasmesso attraverso le punture delle zanzare?
L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) chiarisce i dubbi rispetto al possibile contagio di COVID-19 attraverso le punture: "Il virus responsabile della COVID-19 è un virus respiratorio e si trasmette da uomo a uomo principalmente attraverso le minuscole goccioline emesse con starnuti o colpi di tosse o portando le mani alla bocca, al naso o agli occhi dopo aver toccato superfici od oggetti contaminati di recente. Ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione attraverso artropodi vettori, quali zanzare, zecche o altri insetti che succhiano il sangue, che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie completamente diverse dalla COVID-19, come ad esempio la dengue e la febbre gialla."

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Post del 16 giugno 2020
Lotta alle zanzare, nuova specie in Piemonte
Lo scorso anno, nell'ambito del Progetto regionale di monitoraggio e lotta contro le zanzare, il nostro Istituto ha individuato alcuni esemplari di Aedes japonicus, una specie di zanzara sino ad allora non segnalata in regione, giunta da noi dal vicino Canton Ticino dove è presente dal 2017.
Questa nuova specie di zanzara è stata individuata in 6 comuni della provincia del Verbano-Cusio-Ossola (Verbania, Cannero Riviera, Oggebbio, Stresa, Crodo e Gravellona Toce) ma il suo areale è sicuramente più ampio di quello che è stato finora possibile accertare.
Aedes japonicus è considerata un vettore di patologie poco importante rispetto ad altre sue congeneriche, quali la zanzara tigre. Nonostante ciò, in laboratorio è stato possibile accertare la sua competenza per la trasmissione di nematodi (filarie) e alcuni virus che possono colpire l'uomo.
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Foto: James Gathany, CDC / Public domain

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Post del 21 febbraio 2020
L'Organizzazione Mondiale della Sanità rassicura: il nuovo coronavirus non può essere trasmesso dalle zanzare
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Foto: infografica pubblicata sulla Pagina Facebook dell'OMS in data 20 febbraio 2020, liberamente tradotta per i nostri utenti

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Post del 17 febbraio 2020
Lo Spillover
Spillover è una parola inglese che significa tracimazione, traboccamento ma anche, in senso figurato, ripercussione, ricaduta. Questa parola è stata riutilizzata nel linguaggio scientifico per indicare un fenomeno che stiamo tutti imparando a conoscere negli ultimi mesi: il passaggio di un patogeno da una specie animale, con cui convive da millenni, a una nuova specie che recentemente ha incontrato e ha "imparato" a infettare. L'epidemia di coronavirus SARS-CoV-2, ancora in atto in Cina, è solo il più recente esempio di spillover: un virus che non si sa bene da quale animale venga (serpenti, pipistrelli, pangolini, le ipotesi continuano a rincorrersi) ha trovato nell'uomo un perfetto mezzo di trasporto e moltiplicazione, il cui sistema immunitario non ha ancora imparato a contrastarlo efficacemente.
Ma di malattie originate da spillover ne sono pieni il mondo e la storia, dalla peste al morbillo, dall'AIDS all'ebola. Anche le malattie trasmesse dalle zanzare sono probabilmente tutte il risultato di spillover più o meno antichi e noti. Persino la malaria, che fino a pochi anni fa era considerata una malattia completamente "umana", in quanto trasmessa da uomo a uomo attraverso una zanzara, è stata recentemente ricondotta alla famiglia delle zoonosi, almeno ai suoi albori. Si è infatti scoperto che i plasmodi umani sono molto affini a quelli che possono infestare gli scimpanzé, dai quali, migliaia di anni fa, è con molta probabilità avvenuto il "salto".
Dalle scimmie provengono certamente anche i virus che provocano dengue (dall'Asia), chikungunya (dall'Africa), Zika (dall'Africa) e febbre gialla (dall'Africa, ma che ha un ciclo selvatico anche nelle scimmie sudamericane, con continui spillover in popolazioni umane non vaccinate), tutti trasmessi dalle zanzare. C'è da sottolineare però che non sono solo le nostre "cugine" quadrumani i serbatoi ideali per la moltiplicazione di virus in grado di "saltare" nella popolazione umana grazie alle zanzare (il che potremmo aspettarcelo, vista la breve distanza filogenetica che ci separa dagli altri primati). In realtà anche gli uccelli, i roditori e il bestiame, solo per fare qualche esempio più noto, sono efficienti reservoir per virus che di tanto in tanto entrano in un ciclo di trasmissione che comprende l'uomo, molto spesso grazie alle zanzare. Per gli uccelli ricordiamo la febbre del Nilo Occidentale (West Nile fever), l'Usutu e le encefaliti equine occidentale e orientale, per i roditori l’encefalite equina Venezuelana e per il bestiame la febbre della Rift Valley.
In un mondo che abbiamo reso sempre più affollato, globalizzato, con inarrestabili distruzioni di habitat e cambiamenti climatici, il fenomeno dello spillover sarà forse sempre più frequente. Questa è una delle lezioni che dobbiamo imparare da SARS-CoV-2. Uno stimolo in più per chi, come noi, tiene ogni giorno sotto la propria lente d'ingrandimento uno dei principali vettori di malattie: la zanzara.

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Foto: Scientific Reports - Nature

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Pagina aggiornata a febbraio 2021