ZANZARE E SALUTE

Sotto l'aspetto medico-sanitario, le zanzare sono considerate il raggruppamento di insetti di maggiore importanza, soprattutto per l'ampia diffusione della famiglia, la stretta correlazione di alcune specie con l'uomo e l'emergenza, su scala planetaria, rappresentata da alcune malattie di grande impatto i cui agenti patogeni sono trasmessi proprio da specie appartenenti a questa famiglia. 
Le principali forme di malaria che colpiscono l'uomo sono trasmesse da diverse specie di zanzare del genere Anopheles, variamente diffuse sul globo, e causano circa mezzo milione di decessi ogni anno. Zikadenguechikungunya e febbre gialla sono trasmesse all'uomo principalmente dalla zanzara Aedes aegypti. Più della metà della popolazione mondiale vive in aree dove questa specie di zanzara è presente. L'incidenza della dengue è cresciuta drammaticamente in tutto il mondo negli ultimi decenni e nuovi Paesi stanno riferendo i loro primi focolai della malattia.
In Brasile, negli ultimi anni, si sono susseguiti una serie di focolai di febbre gialla che stanno coinvolgendo numerosi stati con migliaia di casi segnalati.
I virus che provocano la West Nile, l'encefalite giapponese e altre malattie sono invece trasmesse dalle zanzare del gruppo Culex pipiens, che condividono con l'uomo praticamente tutte le zone abitabili del pianeta (tranne l'Islanda e poche altre zone).
Le zanzare malarigene hanno inoltre determinato, mediante la loro pressione evolutiva sulla specie umana, lo sviluppo di malattie congenite quali l'anemia falciforme, la talassemia, il favismo. Queste malattie, a base ereditaria, si sono diffuse in aree interessate dalla malaria come mezzo di difesa naturale e restano presenti con un'elevata frequenza in molte popolazioni anche dopo l'eradicazione dei plasmodi, come ad esempio è successo per l'anemia mediterranea e il favismo in alcune aree del Mediterraneo. La peculiarità di queste forme congenite risiede nel fatto di presentarsi in forma grave in omozigosi recessiva e in forma lieve in eterozigosi, offrendo in quest'ultimo caso una maggiore resistenza ai plasmodi della malaria. La diffusione del gene, nelle popolazioni delle aree interessate dalla malaria, rappresenta una difesa genetica che compensa il costo biologico rappresentato dalla comparsa dell'affezione grave in condizioni di omozigosi, ma nello stesso tempo costituisce una tara genetica gravissima quando ne viene eradicata la causa ancestrale.

box zanz malattie


IN CHE MODO LE ZANZARE TRASMETTONO LE MALATTIE

Le zanzare, durante il loro pasto di sangue a spese dell'ospite, iniettano nei tessuti sottocutanei una piccola quantità di saliva che, oltre ad acqua e sali, contiene numerose proteine che svolgono differenti funzioni: anticoagulante, antipiastrinica, vasodilatatoria, enzimatica (per aiutare l'assorbimento degli zuccheri), antimicrobica ecc.

Quasi tutti conosciamo gli "effetti collaterali" del pasto di una zanzara. Arrossamento e prurito sono causati dalle proteine irritanti contenute nella sua saliva. Entità e durata dell'infiammazione dipendono dalla specie di zanzara, dal soggetto che viene punto (peso, età, sensibilità individuale, stato di salute ecc.) e da quante punture ha subito, con casi che vanno dal completamente asintomatico fino alla sindrome di Skeeter, una patologia causata dalle gravi reazioni allergiche locali sviluppate in seguito alle punture subite che portano forte prurito, flogosi, arrossamento e febbre.

Purtroppo però, in certi casi, durante il pasto di sangue la zanzara può iniettare o far cadere sulla cute dei patogeni in grado di causare a noi o ai nostri animali delle malattie più o meno gravi.

zanzara puntura

In questo momento, gli unici patogeni trasmissibili dalle zanzare stabilmente presenti in Italia sono i virus della West Nile e dell'Usutu e la filaria del cane. E' successo, anche di recente, che viaggiatori provenienti da Paesi tropicali trasportassero, a loro insaputa, altri patogeni veicolabili da zanzare presenti in Europa. Una volta giunti nel nostro continente, questi viaggiatori sono stati punti da zanzare "competenti" (ossia in grado di infettarsi e trasmettere il patogeno) che a loro volta hanno trasmesso i patogeni a individui sani. Per questo motivo, la sorveglianza è elevata anche per malattie non stabilmente presenti in Italia.


IN CHE MODO PUO' SVILUPPARSI UN'EPIDEMIA PER MEZZO DELLE ZANZARE

Le zanzare, così come altri animali ematofagi, possono infettarsi con microrganismi patogeni nell'atto di assumere il pasto di sangue da un ospite infetto e trasmetterli ai nuovi ospiti dei pasti di sangue successivi. È in questo modo che si mantengono in natura una varietà di agenti causali di malattie quali malaria, filariosi linfatica, dengue e arbovirus in genere. Fortunatamente, perché il ciclo di trasmissione avvenga, sono necessari diversi requisiti biologici e fisiologici, conquistati dal patogeno nel corso dell'evoluzione. Una faccenda molto complicata, se pensiamo al solo problema di dover essere in grado di vivere e possibilmente svilupparsi in due ambienti completamente diversi come il corpo di una zanzara e quello di un umano.

Lo sviluppo di un'epidemia per mezzo delle zanzare dipende dalla presenza di una serie di fattori concomitanti sullo stesso territorio:

  • un vettore competente, ossia una specie di zanzara che si nutra sia sul "sebatoio" del patogeno, sia sull'ospite finale e che sia in grado di trasmettere il dato patogeno dal primo al secondo; inoltre deve avere una densità sufficiente per poter venire a contatto con il serbatorio infetto e ospiti sani;
  • un serbatoio del virus (uomini o animali infetti) in fase viremica, ossia con il virus circolante nel sangue in quantità sufficiente da infettare una zanzara competente;
  • una popolazione sensibile all'infezione, cioè non immune per ragioni genetiche, fisiologiche o immunitarie;
  • condizioni climatiche adatte alla trasmissione, in particolare di una temperatura tale da permettere al virus di sopravvivere nelle zanzare (che sono animali a "sangue" freddo) e alle zanzare stesse di riprodursi (e quindi di compiere pasti di sangue) in tempi consoni con la possibilità di trasmettere il virus;
  • assenza o insufficienza di azioni intraprese dalla popolazione per bloccare lo sviluppo del vettore (es. impegno a collaborare alla riduzione dei focolai di sviluppo larvale, utilizzo dei mezzi di protezione individuale contro le punture degli insetti ecc.);
  • mancanza di un buon piano pubblico basato su informazione, prevenzione e disinfestazione, che agisca già prima che l'epidemia si sviluppi (azione preventiva) e nelle sue primissime fasi (azione di contenimento).


LE PRINCIPALI MALATTIE TRASMESSE DALLE ZANZARE

Impariamo, dunque, a conoscere le principali malattie trasmesse dalle zanzare che hanno qualche interesse medico o veterinario nel nostro Paese o per chi viaggia in Paesi considerati a rischio.

1. Chikungunya;
2. Dengue;
3. Zika;
4. West Nile;
5. Usutu;
6. Malaria;
7. Filariosi del cane;
8. Febbre gialla.


     
  Zanzare. La prevenzione è importante!  
 

Nel 2019, per favorire la diffusione di informazioni e l'assunzione di comportamenti positivi da parte dei cittadini, il Ministero della Salute ha realizzato una campagna di comunicazione sulle malattie trasmesse dalle zanzare, destinata alla popolazione in generale, agli anziani e ai viaggiatori internazionali.
Nell'ambito di questa iniziativa sono stati prodotti i seguenti materiali:

 
     

     
  Zanzare e coronavirus  
 

Uno studio sperimentale congiunto fra l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) di Roma e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha dimostrato che le zanzare non sono in grado di trasmettere il nuovo coronavirus SARS-CoV-2, agente responsabile della COVID-19.
Entomologi, virologi e biologi molecolari dei due Istituti hanno condiviso il protocollo della sperimentazione e hanno testato la competenza vettoriale, cioè la capacità di trasmettere attivamente il virus, della zanzara tigre (Aedes albopictus) e della zanzara comune (Culex pipiens), i due più importanti e diffusi vettori di arbovirus presenti in Europa.
Alle zanzare stabulate in laboratori di alta sicurezza (i cosiddetti BSL3) è stato fornito un pasto di sangue infetto con alte dosi del virus SARS-CoV-2. Il virus non è stato in grado di replicarsi nel corpo delle zanzare e alla fine dello studio tutti gli insetti sono risultati negativi.
Questa ricerca ha permesso di chiarire definitivamente come le zanzare non siano in grado di trasmettere il virus responsabile della COVID-19. Come altri virus respiratori, il SARS-CoV-2 si trasmette infatti da uomo a uomo principalmente attraverso le minuscole goccioline emesse con starnuti, colpi di tosse o anche semplicemente parlando. Questo "droplet" infetto può raggiungere direttamente altri individui, infettandoli attraverso le mucose, o contaminare oggetti che a loro volta possono traferire il virus a chi li tocca nell'arco di poco tempo. Questi si potrà infettare portando le mani alla bocca, al naso o agli occhi.
Per maggiori informazioni: 
Fortuna, C., Montarsi, F., Severini, F. et al. The common European mosquitoes Culex pipiens and Aedes albopictus are unable to transmit SARS-CoV-2 after a natural-mimicking challenge with infected bloodParasites Vectors 14, 76 (2021).
https://doi.org/10.1186/s13071-021-04578-9

 
     

     
  Arbovirosi in Italia: casi d'importazione e casi autoctoni  
 

Sebbene la maggior parte dei casi italiani di arbovirosi trasmesse dalle zanzare sia riconducibile a individui infettatisi durante viaggi all'estero, laddove questi virus circolano comunemente, negli ultimi anni alcuni soggetti sono stati infettati in Italia. Oltre alle infezioni da virus West Nile, da tempo endemico in molte aree del Paese, e alle ormai famose epidemie di chikungunya del 2007 e del 2017, anche il virus della dengue nella tarda estate del 2020 ha fatto registrare una decina di casi autoctoni. Si è trattato di un focolaio sviluppatosi in Veneto (Montecchio Maggiore) in seguito alla probabile introduzione del virus nel sangue di un viaggiatore infettatosi altrove. La zanzara tigre (Aedes albopictus), di origine tropicale ma ormai adattatasi ai nostri climi e ampiamente diffusa in tutta Italia, è infatti un vettore competente per diversi arbovirus, quali chikungunya, dengue e Zika virus. Questi non sono stabilmente presenti in Europa, ma quando un viaggiatore infetto (caso d'importazione) e in fase viremica (con il virus circolante nel suo sangue) viene punto da un vettore competente, quest'ultimo si infetta e, in determinate condizioni, potrà poi infettare altre persone (casi autoctoni) sui cui si nutrirà successivamente.

 
     

     
  Arbovirosi in Italia: i dati 2021 per chikungunya, dengue e Zika (parziali)  
 

Dal 1° gennaio al 31 agosto 2021, il sistema di sorveglianza nazionale integrata delle arbovirosi ha ricevuto la segnalazione di 4 casi confermati di dengue (tutti associati a viaggi all'estero ).

 
     

     
  Arbovirosi in Italia: i dati 2020 per chikungunya, dengue e Zika (parziali)  
 

Dal 1° gennaio al 30 settembre 2020, il sistema di sorveglianza nazionale integrata delle arbovirosi ha ricevuto la segnalazione di 30 casi confermati di dengue (19 associati a viaggi all'estero e 11 casi autoctoni), 3 casi confermati di chikungunya (tutti associati a viaggi all'estero) e 3 casi confermati di infezione da virus Zika (tutti associati a viaggi all'estero).

 
     

     
  Arbovirosi in Italia: i dati 2019 per chikungunya, dengue e Zika  
 

Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, il sistema di sorveglianza nazionale integrata delle arbovirosi ha ricevuto la segnalazione di 185 casi confermati di dengue (tutti associati a viaggi all'estero), 18 casi confermati di chikungunya (tutti associati a viaggi all'estero) e 4 casi confermati di infezione da virus Zika (tutti associati a viaggi all'estero).

 
     

     
  Arbovirosi in Italia: i dati 2018 per chikungunya, dengue e Zika  
 

Nel 2019, nell'ambito delle attività della sorveglianza delle arbovirosi in Italia, sono state prodotte delle schede infografiche relative ai casi umani confermati di infezione da virus chikungunya, dengue e Zika, con esordio sintomi nel 2018 e notificati al sistema di sorveglianza. Le schede riportano i dati consolidati con le Regioni e le Province autonome.

 
     

GLOSSARIO DELLA PAGINA

Anemia falciforme. Si tratta di una malattia ereditaria, il cui nome deriva dalla caratteristica forma a falce che assumono i globuli rossi del malato, che diventano anche fragili (il che provoca anemia grave), rigidi, viscosi e facilmente aggregabili, andando a rallentare o bloccare il flusso del sangue (rischio di ischemie).
La malattia è provocata dalla mutazione recessiva di un gene che controlla la produzione di emoglobina, la proteina che consente ai globuli rossi di legare l'ossigeno nei polmoni e di trasportarlo ai vari tessuti dell'organismo. Perché la malattia si manifesti è necessario che entrambi i genitori ne siano portatori.

Talassemia. La talassemia o anemia mediterranea è una malattia ereditaria il cui nome deriva dalla diffusione di questa malattia (forma beta) nelle aree di antico endemismo malarico che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, ma è diffusa anche in Asia. E' provocata da un difetto genetico che causa la distruzione precoce dei globuli rossi e quindi una scarsa ossigenazione di tessuti, il che porta a stanchezza cronica e a scarsa crescita.
L'anemia mediterranea è in realtà solo una delle forme di talassemia esistenti: la beta-talassemia major, così chiamata perché causata dalla mutazione dei geni che controllano la produzione delle catene beta dell'emoglobina. Solo se entrambi i genitori sono portatori della mutazione dei geni che codificano per le catene beta la malattia è evidente (beta-talassemia major, in omozigosi), altrimenti i sintomi sono poco o per nulla evidenti (beta-talassemia minor, in eterozigosi). Una terza forma, la talassemia intermedia, raggruppa circa il 10% delle omozigosi e numerose eterozigosi composite.
L'alfa-talassemia, caratterizzata da un difetto della sintesi delle catene alfa, è invece per lo più diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali, in particolare nell'Africa equatoriale.

Favismo. Si tratta di una malattia ereditaria, il cui nome deriva dall'assoluta necessità per il malato di evitare cibi contenenti fave a causa di una carenza a carico dell'enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), necessario al buon funzionamento dei globuli rossi. La malattia è causata da un difetto genetico sul cromosoma X. Per questo motivo sono maggiormente colpiti gli uomini (che ne hanno una sola copia, ereditata dalla madre) rispetto alle donne (che invece ne ricevono una copia da ciascun genitore e quindi hanno maggior probabilità di averne almeno una non difettosa).
La carenza dell'enzima G6DP è molto diffusa nelle popolazioni africane, ma è presente anche in Grecia, Asia e Sardegna. Facendo attenzione a non assumere alcuni cibi, medicinali e altre sostanze che risulterebbero tossiche, gli affetti da favismo non hanno conseguenze particolari.

Omozigosi. Situazione in cui un determinato gene è presente in forma uguale sui due cromosomi omologhi (coppia dello stesso cromosoma ereditati da ciascun genitore). Pertanto il carattere sarà sicuramente espresso.

Eterozigosi. Situazione in cui un determinato gene è presente in forme diverse sui due cromosomi omologhi (coppia dello stesso cromosoma ereditati da ciascun genitore). Il carattere espresso è detto dominante o, nel caso siano espressi entrambi, codominante.


INFOGRAFICHE

Come fanno le zanzare a trasmettere le malattie?


Pagina aggiornata a gennaio 2021. Links verificati il 21 gennaio 2021.